La Costituzione è presbite, stiamo attenti non cada vittima dei miopi!

L’intervista al prof. Gaetano Silvestri, Presidente Emerito della Corte Costituzionale è stata realizzata presso il Dipartimento di Giurisprudenza dove, a titolo gratuito,Gaetano Silvestri è oggi Docente di Dottrina dello Stato presso l’Ateneo peloritano che lo ha visto già Rettore dell’Università di Messina. Oggi il professore è Presidente della Scuola Superiore della Magistratura, l’ente italiano con competenza esclusiva in materia di formazione e di aggiornamento professionale degli appartenenti all’ordine giudiziario in Italia. Abbiamo avuto il piacere di sentire le sue riflessioni opportune e oculate sull’importanza e il valore della Costituzione. I giovani devono conoscere la Costituzione per comprendere i loro diritti e i loro doveri.

Contributo di Claudio Carrozza

Impossibile dar torto al professore Silvestri riguardo alla lunga gittata della nostra carta costituzionale e proprio per questo che mi viene da pensare che la riforma costituzionale che sta coinvolgendo fortemente il paese, così fatta, sia sbagliata. E’ sbagliata nel merito e nel metodo prima ancora che analizzando i protagonisti della suddetta riforma. Ma andiamo nel dettaglio. Nel metodo è sbagliata perché è stata posta in essere da un parlamento delegittimato nella sua rappresentatività dal più alto numero di cambio di casacche della storia della Repubblica, ma anche per i modi con cui si è svolto il dibattito parlamentare (con i cosiddetti ‘canguri’, contingentamenti dei tempi di discussione, ecc) e inoltre l’ultima votazione è stata fatta nell’assenza di un intero gruppo parlamentare (ricordiamo che non erano assenti per ostruzionismo o per chissà quale altro motivo ma a causa del decesso del fondatore del loro movimento).

E’ sbagliata nel merito per svariati motivi: in riferimento alle parole del professore Silvestri ricordo come sia la nostra Costituzione a ‘favorire il decentramento amministrativo’ che invece questa riforma ostacola e anzi accentra molti poteri nella capitale, e questo è quello che riguarda circa il 20% della riforma. Per quanto attiene alla riforma del senato e del tanto sbandierato ‘superamento del bicameralismo perfetto’, mi piace indicarlo così come diceva Tomasi di Lampedusa nel gattopardiano “cambiare tutto affinché non cambi nulla”. Infatti il bicameralismo non viene superato perché il senato di fatto rimane e ha decine di motivazioni per trattenere disegni di legge per più di 40 giorni a seguito dei quali ricomincia il tanto odiato ‘ping-pong’ tra le camere. Colgo l’occasione per dire che, se anche a mio modestissimo parere il sistema delle camere debba rimanere così com’è, rispetto e capisco chi invece crede che si debba eliminare una camera, ma non è questa la riforma che effettua questa importante modifica. Per quanto riguarda i componenti di questo nuovo senato, saranno delle persone che saranno sì votate dal popolo, ma non per fare i senatori bensì i consiglieri regionali e i sindaci di conseguenza è la stessa volontà del corpo elettorale  (anche se preferisco ‘popolo sovrano’ ) che viene disattesa, per non parlare della qualità del lavoro che può svolgere un senatore / consigliere regionale part-time. Anche sotto l’aspetto dei famosi pesi e contrappesi che con tanta attenzione hanno studiato i nostri padri costituenti ci sarebbero modifiche importanti e tutt’altro che positive: una su tutte è l’elezione del Presidente della Repubblica che dopo il quarto scrutinio avviene per maggioranza qualificata dei 3/5 dell’assemblea e dal settimo la maggioranza dei 3/5 dei presenti. Un ultimo aspetto che riguarda il merito, secondo me di fondamentale importanza, è quello che riguarda la scrittura delle nuove norme costituzionali: il caso più famoso è quello che riguarda l’articolo 70 che da 9 parole (nelle quali era espresso tutto il necessario) diventerà di quasi 400 parole. Non è solo un calcolo numerico ma è importante perché indica la farraginosità della norma che complica l’attività parlamentare e porterebbe sempre più casi davanti la Corte Costituzionale. Sui protagonisti non mi soffermo molto ma soffro al pensiero che la carta costituzionale che per molti è la più bella del mondo è stata scritta da persone come Calamandrei ,ora sia modificata corposamente da persone come Verdini (che ricordiamo è un condannato in primo grado). Concludo con una nota di romanticismo : la nostra Costituzione (che a me affascina particolarmente) è stata scritta da personaggi di altissimo valore morale, politico, culturale che hanno (come ripreso anche dal professore Silvestri) saputo lasciare fuori dalle aule parlamentari i loro screzi e le loro ideologie predominanti e facendo compromessi nell’accezione più alta del termine, per dare al nostro stato una carta costituzionale magnifica,tanto da avvalersi anche di esperti linguisti affinché fosse scritta in maniera perfetta e adesso invece….

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