LA SCUOLA PREPARA I GIOVANI PER IL LAVORO DEL FUTURO Lo dicono gli esperti!

Cari ragazzi,

la scuola vi  prepara per il lavoro del futuro, almeno ci prova. Lo dicono anche gli esperti e ora vi spiego a cosa mi riferisco.
Dovete innanzi tutto sapere che il vostro futuro, ma anche quello della nostra terra, dipenderà infatti dalla vostra istruzione e dalla capacità che avrete di essere diversi e originali rispetto alla visione del mondo.

Puntate tutto innanzi tutto sulla creatività, sarà il primo valore necessario che vi potrà condurre alla realizzazione di voi stessi e alla trasformazione degli spazi che abiterete. Il futuro sarà infatti, in parte, ciò che voi sarete capaci di immaginare e realizzare, per fare questo devo dirvi che dovrete imparare a esprimere la vostra creatività, quindi a sognare. So che non lo farete se prima non avremo affrontato insieme un tema che vi sta particolarmente a cuore e che, so bene, essere per voi la preoccupazione più grande: il lavoro. Bene, questa necessità di trovare lavoro coincide con il desiderio, che spero abbiamo tutti, di salvare la nostra terra. Vi dimostrerò infatti che le due realtà sono strettamente legate, due piccioni con una fava si direbbe.

Mi spiego. E’ noto a tutti che molti giovani sono fuggiti dalla Sicilia per mancanza di lavoro, che buona parte della bellezza paesaggistica e ambientale della nostra terra è stata distrutta, in nome del lavoro, da impattanti industrie che, hanno inquinato e deturpato vaste aree naturali ed in ultimo, ma non certo per incidenza, tutti sapete quanto il malaffare (la Mafia e il voto di scambio) si nutra della disoccupazione in generale e soprattutto di quella giovanile. Come vedete i problemi che affliggono la Sicilia e non solo, come la fuga di cervelli, il collasso ambientale e la malavita, sono chiaramente connessi al lavoro, anzi alla mancanza di esso. La soluzione dunque potrà essere comune: fare in modo che voi troviate lavoro e che lo troviate nella vostra terra così da non essere costretti a lasciarla e non essere più ricattabili per un posto di lavoro.

Serve prima che io vi dica che il mondo del lavoro conosciuto fino ad oggi sta per scomparire e, quando avrete finito gli studi, sarà scomparso del tutto. Meglio essere precisi: una parte di esso sarà scomparsa mentre una buona parte si sarà trasformata. In cosa?

Questo è il vero dilemma: capire cosa il lavoro sta diventando, dove poterlo trovare e come adattarvi alla nuova dimensione che esso avrà.

Il sociologo De Masi e altri 11 esperti del lavoro hanno recentemente provato a dare delle risposte su come e cosa sarà il lavoro nel prossimo 2025 e hanno fornito delle utili e significative riflessioni. A detta degli esperti, il lavoro del futuro sarà immateriale, avrà una forte connotazione etica e innovativa, avrà bisogno di gente sensibile nei confronti dell’ambiente, preparata, creativa, flessibile e dotata di ottime capacità relazionali. Proprio la stessa tipologia di persone di cui avrebbe bisogno la nostra isola per essere meglio governata e vissuta.

Siamo nell’ epoca della conoscenza, il valore si concentra sull’immateriale – ricerca, design, organizzazione, informazione, immagine, senso – mentre i prodotti materiali, ne sono, per così dire, i mezzi di trasporto e comunicazione. L’occupazione di chi genera il valore coinvolge il suo cervello, la sua cultura, le sue relazioni sociali, il suo rapporto con l’ambiente, il suo gusto e la sua visione del futuro. Questo è quello che scrive De Biase su Nova del Sole 24 ore. Il mondo del lavoro che vi raccontano i vostri genitori e al quale in parte vi stiamo preparando non c’è più o sta per cambiare. Anche le esigenze della nostra terra sono cambiate, come le regole dello stare insieme e della società e continueranno a farlo. Tutto è mutevole e, a differenza di quanto accadeva alla generazione precedente, oggi avviene molto più velocemente, quindi dovrete imparare ad essere veloci anche voi nell’apprendimento e nel riadattamento a nuovi contesti.

Nella società in cui vivete, fortunata almeno da questo punto di vista, a ciascun ragazzo però viene data la possibilità, il dovere anche, di studiare. Coglietelo! Superate l’obbligo scolastico e non arrivate solo al diploma, andate oltre. Abbiamo bisogno di laureati. Sapete che il tasso dei laureati in Italia è fra i più bassi d’Europa? Non è un caso infatti che essa sia per disoccupazione ai primi posti. Studiate o formatevi in altri modi perché l’economia del futuro necessita di professionisti nuovi che sappiano fare nuovi mestieri. Noi adulti cercheremo contemporaneamente di modificare l’architettura e l’organizzazione della scuola e delle università, troppo obsolete e fuori dal tempo. Nel frattempo non arrendetevi e andate avanti, non crediate che sia inutile studiare. Non lo è e non lo è mai stato. La scuola serve, serve perché permette di conoscere linguaggi diversi e di sperimentare le dinamiche relazionali, di avere consapevolezza dei vostri diritti e di essere in grado di manifestare le vostre attitudini e desideri. Infine vi insegna a sapere trasformare l’immaginazione in progetto e la creatività in pensiero divergente. Tutto ciò è necessario anche per costruire la vostra felicità che non si nutrirà, a lungo andare, di cose ma di esperienza e sapere. Se fosse diversamente tutte le persone ricche sarebbero felici, no? Invece non lo sono.

La scuola italiana insomma, nonostante quello che nell’immaginario comune rappresenta e la poca importanza che le Istituzioni ancora si ostinano ad attribuirle, resta, seppure con tutti i suoi limiti, il luogo più adatto dove potervi formare per il lavoro del domani che, a detta degli esperti, avrà bisogno, lo ripeto, di formazione e immaginazione. Gli stessi elementi di cui si ha bisogno per diventare cittadini attivi e sensibili. Quale migliore occasione dunque se non il coltivare anche l’aspetto classico, letterario e linguistico della conoscenza, tanto snobbato nelle ultime riforme scolastiche, per nutrire l’immaginazione e la sensibilità?

Insomma, vi piaccia o no, il vostro futuro e quello della nostra terra dipenderà anche dall’importanza che voi (e le Istituzioni) darete all’istruzione. Ci sarà bisogno di gente preparata perché stiamo andando verso l’economia della conoscenza e un lavoro sempre più immateriale. La vecchia economia industriale, impattante e invasiva che tanta parte della Sicilia ha inghiottito, finirà presto d’esistere, il lavoro non verrà solo dalle grandi opere ma in larga scala dalla capacità di rivalorizzare e riqualificare ciò che già esiste e soprattutto nella creazione di nuovi servizi informatici legati alla sfera del personale. Pensate alle sempre maggiori somme che l’Europa stanzia per le Sartup? Sarà importante in tutto questo che voi abbiate, rispetto al passato, un approccio diverso anche nei confronti dell’ambiente. Non potrete permettervi più di utilizzare e gettare con superficialità ogni oggetto, come è stato fatto dalla generazione che vi ha preceduto, perché l’economia che ci aspetta sarà circolare, rimetterà cioè in circolo, sotto altra veste e forma, ogni cosa. Non servirà più quindi solo saper fare le cose ma saperle ri-pensare. Ed ecco che la vostra creatività dovrà essere sfruttata ancora una volta e a scuola e dopo ancor meglio all’Università, capirete come tradurla in progetto realizzabile.

 

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